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L’invoice trading è un servizio con prospettive di sviluppo, che conoscono in pochi. Ci sono vantaggi non solo per le PMI, ma anche per gli investitori competenti.

Per invoice trading intendiamo la cessione online dei crediti commerciali, una pratica che consente l’accesso a una nuova leva per la gestione del capitale circolante. Qualcosa che sembra mettere insieme l’eCommerce con la finanza d’impresa.

La combinazione di razionamento del credito ed evoluzione tecnologica manifestatasi negli ultimi anni ne ha favorito lo sviluppo come complemento alle tradizionali fonti di finanziamento di breve termine per le PMI. È un servizio che sta muovendo i primi passi: tassi di crescita a doppia cifra con volumi ancora modesti se confrontati con i canali tradizionali. I driver che ne favoriscono la diffusione appaiono strutturali, per cui è ragionevole assumerne una prospettiva di sviluppo.

L’impresa che ha necessità di cassa di breve termine può anticipare l’incasso di una fattura verso uno dei propri clienti, semplicemente cedendola a fronte di un piccolo sconto sul valore nominale. Potrebbe utilizzare questo servizio tre volte all’anno o tre volte al mese, senza vincoli: la logica è quella di internet e dei tanti servizi che paghi solo se e quando li vuoi.

Ad acquistare le fatture commerciali sono soggetti interessati a un sottostante con scadenza breve e ritorno potenziale al di sopra di altri strumenti di comparabile duration.

Ma come si formano i prezzi sul portale? Quali sono le dinamiche che influenzano lo sconto applicato alle cessioni? Anche se il servizio di cui si parla rappresenta oggi una giovane nicchia, si possono trarre alcune considerazioni.

I cedenti sono indotti a una “autovalutazione” del proprio merito creditizio. Tuttavia, prima di essere operatori finanziari sono operatori del loro core business, mossi da valutazioni di costo opportunità: che vantaggio ho incassando prima un importo pari a X? Mentre l’autovalutazione di merito creditizio potrebbe essere tendenzialmente stabile (a meno di sorprese), non è detto che le considerazioni di costo opportunità lo siano. Si pensi a business stagionali, all’acquisizione di un nuovo cliente, a occasioni di procurement o semplicemente a una fase di temporanea tensione finanziaria. L’impresa avrebbe quindi motivo di accettare condizioni di cessione delle proprie fatture diverse in momenti diversi della gestione.

Gli acquirenti delle fatture valutano il merito creditizio di cedenti e debitori. Mentre le tecnologie attuali consentono di elaborare con rapidità e precisione le c.d. hard information (numeri, pregiudizievoli, centrale rischi, ecc.), è ancora in corso il cantiere delle innovazioni che consentano raccolta e analisi strutturata di informazioni soft – probabilmente qui c’è molto che l’evoluzione di tecnologia e modelli di business degli operatori potrà dare in futuro.

Le scelte degli acquirenti possono rispondere a logiche di portafoglio. Può essere il caso di acquirenti quali i fondi di investimento, per i quali possono rilevare sia obiettivi di asset allocation che parametri di rischio di portafoglio (VAR, Perdita Attesa, Duration, ecc.). In un contesto di portafoglio, le decisioni di investimento possono essere influenzate anche dalla presenza di un’assicurazione del credito, elemento che può mitigare il rischio a fronte di un minore margine economico.

Un’interessante ricerca dedicata all’invoice trading online (Dorfleitner et al., 2017), basata sull’analisi di circa 20 mila transazioni (parte realizzate mediante asta, parte con sconto fissato dalla piattaforma), evidenzia alcuni meccanismi degni di nota:

  • Il rendimento lordo sembra essere positivamente correlato sia con la probabilità di default che con il tasso di perdita. Ciò appare coerente con il concetto che ad accettare uno sconto più elevato siano le imprese meno solide;
  • La durata della fattura presenta una correlazione positiva sia con la probabilità di default che con il tasso di perdita (come dire, una fattura a 60 giorni è statisticamente meno rischiosa di una a 120);
  • I contesti di asta sembrano premiare gli acquirenti competenti, in grado di prezzare bene il rischio: sul campione in analisi, il rendimento netto realizzato dagli investitori in contesti di asta è più elevato rispetto a contesti in cui lo sconto è fissato dalla piattaforma – e questo nonostante le più elevate probabilità di default e tassi di perdita sofferti sui crediti acquistati in asta.
  • Gli acquirenti di fatture sembrano propendere per far battere il prezzo del rischio su rendimenti elevati, piuttosto che proteggersi anticipando una percentuale più bassa della fattura;

Le considerazioni illustrate scontano i limiti di un servizio giovane, con una base statistica limitata, e i cui meccanismi si evolveranno molto probabilmente con il consolidamento del mercato e la crescita della consapevolezza degli operatori.

È un servizio interessante, uno strumento in più, con diversi vantaggi. PMI e investitori: tenetelo d’occhio.