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Spesso i significati di fatturato e liquidità si confondono, per cui si ritiene che un azienda con un buon turnover disponga di grande liquidità e viceversa. Sorprendentemente, è vero il contrario, e l’invoice trading aiuta a fare quadrare i conti.

Un fatturato elevato richiede un adeguato magazzino e la consegna di un grande volume di ordini, associato alla concessione di numerosi prestiti: entrambi sono elementi del cosiddetto capitale circolante, che va finanziato e coperto da liquidità a breve termine.

Soprattutto per quelle piccole imprese che si trovano ad affrontare una rapida crescita delle vendite, quello appena citato può essere un problema significativo e la criticità, in Italia, è ulteriormente accresciuta dai tempi di dilazione concessi ai clienti, più elevati rispetto ai valori di altri paesi europei.

Per gestire questa situazione, uno degli strumenti più utilizzati è quello di anticipare l’incasso delle fatture, che può essere oggi ottenuto anche attraverso l’invoice trading, ossia la vendita dei crediti commerciali a investitori istituzionali tramite un portale online.

Il processo online permette un contatto diretto tra il venditore e l'acquirente del credito. Grazie alla vendita di un'attività a breve termine (una fattura commerciale) il venditore dell'azienda ottiene un ulteriore strumento di gestione del capitale circolante.

I principali vantaggi dell’invoice trading sono la flessibilità, la velocità e il servizio reso ai clienti. In termini di flessibilità, una PMI può vendere le fatture che vuole, quando vuole, riprendendo il controllo dei propri flussi di cassa. A differenza del tradizionale sconto fatture, non c'è l'obbligo di sconto sull'intero registro dei debitori e non ci sono vincoli o garanzie.

I principali utenti dello strumento sono spesso PMI che, per vari motivi (basso valore nominale del credito, crediti generati da attività in fase di crescita aziendale e così via), non sono in grado di gestire il proprio capitale circolante attraverso i classici circuiti bancari.

La durata dei crediti ceduti varia da 30 a 120 giorni e la cessione è pro soluto (meccanismo contrattuale in cui il cedente estingue ogni obbligazione nei confronti dell'acquirente e quindi quest'ultimo non può farvi ricorso in caso di mancato pagamento da parte del debitore). La PMI, grazie all’invoice trading, può ottenere liquidità dalle proprie fatture in media entro 24/48 ore.

Gli acquirenti delle fatture valutano il merito di credito non solo dei cedenti, ma anche e soprattutto quello dei debitori ceduti: questo fa sì che anche imprese alle quali gli istituti tradizionali si sarebbero rifiutati di concedere credito possano disporre di uno strumento per la gestione dei flussi di cassa.

Ma come avviene la cessione e quanto costa? Il funzionamento è semplice: il credito è messo all'asta e gli investitori competono abbassando lo sconto (il costo principale per il venditore).

Una differenza importante rispetto al tradizionale sconto bancario è che è l'azienda a decidere la percentuale di sconto sul valore nominale che intende dare all'acquirente: il venditore ha quindi la possibilità di fissare la base d'asta, un meccanismo interessante visto che la stessa PMI potrebbe fissare ogni volta un prezzo di base diverso, a seconda delle proprie momentanee opportunità di business.

Per remunerare il servizio reso, le imprese pagano una commissione, che è flessibile in funzione della durata della fattura da scontare, da pagarsi nel caso di un'operazione riuscita, cioè dopo che la cessione del credito ha avuto luogo. All’impresa è addebitata inoltre una quota di adesione. I costi pagati per la cessione del credito sono fiscalmente deducibili. Niente costi nascosti, niente sorprese.